“3-3” anno 2011

Liquidi fondali neri di Marco Puca restituiscono relitti, appunti di viaggio, scampoli di vite ai margini, insegne di locali, stemmi, trame visive annotate con crudele innocenza o con scarto poetico e surreale.

Lo spazio della tela, o meglio nel caso specifico della carta, è anche il tempo della solitudine e della fuga dall’indistinto, come testimoniano alcuni “maestri” di Marco Puca: Osvaldo Licini, Gino De Dominicis.

Martina Majolatesi